Il primo passo per avviare un piano di fundraising per la politica è la pianificazione.
In questa fase iniziale, il fundraising per la politica richiede un’analisi attenta delle risorse disponibili, degli obiettivi da raggiungere e del contesto in cui si opera. Pianificare significa non solo stabilire quanto si vuole raccogliere, ma anche comprendere come farlo in modo efficace, sostenibile e coerente con i valori del partito o del candidato.
Il processo della pianificazione deve rispondere, in primo luogo, ad alcune domande. Dobbiamo chiederci se disponiamo di:
● liste di donatori regolari o occasionali del partito o del candidato
● studi di marketing da poter utilizzare
● dati sulla raccolta fondi di precedenti campagne organizzate dal partito o da un candidato
● materiali utilizzati in precedenti campagne di raccolta fondi (copie di brochure informative, di lettere per la richiesta di fondi, manifesti, spot video, ecc.)
Le risposte a tutte queste domande, affermative o meno, aiuteranno chi deve raccogliere fondi a capire quale sia lo stato dell’arte e ad agire di conseguenza. In questo senso, il fundraising per la politica non è mai un’attività improvvisata, ma un processo strutturato che si basa su dati concreti e sull’esperienza maturata nel tempo.
Analizzare ciò che già esiste permette di evitare errori già commessi e di valorizzare le pratiche che hanno funzionato meglio.
Se ci sono persone che si sono occupate di raccogliere fondi in passato per il partito, per il circolo, per la sezione o per il candidato, vanno assolutamente contattate. Potrebbero avere informazioni utili per il piano di fundraising e volerle mettere a disposizione. Coinvolgere queste figure rappresenta un passaggio fondamentale, perché il fundraising per la politica si nutre anche di relazioni, fiducia e memoria organizzativa.
Le competenze acquisite sul campo sono spesso difficili da sostituire e costituiscono un patrimonio prezioso.
Inoltre, è importante definire chiaramente i ruoli all’interno del team che si occuperà della raccolta fondi. Stabilire chi si occupa della comunicazione, chi della gestione dei donatori e chi dell’analisi dei dati consente di rendere il fundraising per la politica più efficiente e coordinato.
Una buona organizzazione interna facilita anche il monitoraggio dei risultati e l’eventuale correzione della strategia in corso d’opera.
Infine, la pianificazione deve includere una riflessione sui canali da utilizzare: eventi, campagne online, contatto diretto con i sostenitori, strumenti digitali e tradizionali. La scelta dei canali più adatti dipende dal pubblico di riferimento e dalle risorse disponibili.
Solo integrando tutti questi elementi si può costruire un fundraising per la politica solido, capace di sostenere nel tempo le attività e gli obiettivi di una campagna.



