Il monitoraggio dei flussi finanziari della politica nel biennio 2023-2024 evidenzia la forte interconnessione tra settore pubblico e privato. Secondo la recente ricerca di Transparency International Italia, questi dati mostrano l’urgenza di riforme strutturali in Italia, tra cui:
- Il consolidamento delle leggi sul finanziamento ai partiti e la pubblicazione dei dati in formato aperto.
- L’adozione di una legge organica sul conflitto di interesse e una chiara regolamentazione del lobbying per prevenire corruzione e influenze indebite.
Andamento generale dei finanziamenti (2023-2024)
Dopo il picco eccezionale del 2022 (32,936 milioni di euro), le donazioni private a partiti e soggetti collegati sono tornate in linea con il trend storico degli anni precedenti:
- Nel 2023: Sono stati raccolti 20,022 milioni di euro (circa 9,3 mila donazioni da 1.602 donatori), registrando una drastica contrazione del -39,21% rispetto al 2022.
- Nel 2024: La cifra si è stabilizzata a 20,037 milioni di euro (circa 8,2 mila donazioni da 1.817 donatori).
- Dato complessivo: Dal 2018 al 2024, l’ammontare totale dei contributi versati alla politica italiana sfiora i 168,87 milioni di euro.
I partiti più finanziati
Nel complesso del biennio 2023-2024, i tre partiti che hanno ricevuto più fondi sono stati la Lega (9,049 milioni), Forza Italia (6,633 milioni) e Fratelli d’Italia (6,489 milioni).
Guardando ai singoli anni:
- Nel 2023: Il primato spetta alla Lega (5,192 milioni), seguita da Fratelli d’Italia (3,982 milioni) e Movimento 5 Stelle (2,893 milioni).
- Nel 2024: Forza Italia balza al primo posto (4,176 milioni), seguita da Lega (3,857 milioni), Movimento 5 Stelle (2,909 milioni) e Fratelli d’Italia al quarto posto (2,506 milioni).
La metamorfosi delle fonti: calano gli eletti, crescono i privati
Il biennio mostra un profondo cambiamento strutturale nel modo in cui la politica si finanzia:
- Il calo delle rimesse degli eletti (autofinanziamento):
Le trattenute sullo stipendio che i parlamentari versano ai propri partiti (considerate una sorta di “finanziamento pubblico indiretto”) sono storicamente la fonte principale, ma sono in netto calo. Nel 2023 rappresentavano il 66,75% delle entrate totali (13,364 milioni), mentre nel 2024 sono scese al 50,17% (10,053 milioni).
- La crescita dei contributi esterni (privati e aziende):
A fronte del calo dell’autofinanziamento, l’incidenza dei privati è aumentata costantemente:
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- Persone fisiche: Sono passate da 3,806 milioni nel 2023 (19,01%) a 4,711 milioni nel 2024 (23,51%).
- Società private: Sono passate da 2,215 milioni nel 2023 (11,06%) a 3,711 milioni nel 2024 (18,52%), un aumento notevole se confrontato con gli anni passati (nel 2021 pesavano solo per il 3,99%).
Modelli di finanziamento a confronto
Isolando i primi 5 partiti, emerge che la loro dipendenza economica dai propri eletti resta più alta rispetto alla media nazionale (74,73% nel 2023 e 59,93% nel 2024), ma si evidenziano due modelli opposti:
- Il modello “esterno” (Forza Italia): Si basa prevalentemente su grandi donatori individuali e aziende. Nel biennio, il 38,40% dei fondi è arrivato da privati e il 33,15% da società, mentre le rimesse dei parlamentari hanno coperto solo il 27,38%.
- Il modello “interno” (Fratelli d’Italia e PD): Dipendono quasi totalmente dai propri eletti. Nel biennio, Fratelli d’Italia ha ricevuto il 91,86% delle entrate dai suoi parlamentari, e il Partito Democratico addirittura il 92,61% (le società private pesano appena lo 3,06% per FdI e lo 0,43% per il PD).
Il punto di vista sul fundraising politico
In un panorama in cui il finanziamento privato alla politica è in crescita, ma l’autofinanziamento dei partiti subisce vistose fluttuazioni, emerge prepotentemente la necessità di professionalizzare e regolamentare la raccolta fondi. Come evidenziato da Raffaele Picilli — tra i promotori (con The Good Lobby, Transparency International Italia e Volt Italia) del Manifesto per il finanziamento etico, trasparente e democratico —, fare fundraising per la politica non significa ricorrere all’improvvisazione con cene elettorali dell’ultimo minuto o affidarsi passivamente alle sole percentuali del 2 per mille”.
Secondo Picilli, il vero fundraising politico richiede un cambio di paradigma culturale: “bisogna abbandonare l’improvvisazione, andare oltre la semplice raccolta fondi e attivare un sistema di donazioni costanti. Per farlo occorre rispettare codici etici e regole di trasparenza, fare formazione, rivolgersi a professionisti del fundraising politico, ma soprattutto costruire con i cittadini legami di fiducia solidi e duraturi.”
I dati della ricerca evidenziano l’urgente bisogno di questo approccio strutturato: l’adozione di un vero e proprio “Codice di condotta per le donazioni” da parte dei partiti e delle liste — strumento per cui Picilli si spende attivamente — diventa l’unica garanzia per gestire la crescita delle donazioni aziendali e private in modo limpido, salvaguardando l’etica del processo democratico ed evitando il rischio di influenze indebite.
Per approfondire: https://www.transparency.it/informati/news/soldi-politica-dati-finanziamento-politica-2023-2024
Per approfondire la formazione: https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/come-raccogliere-fondi-per-la-politica/



